IL GIUBILEO
Il Giubileo ha origini bibliche e affonda le sue radici nell’Antico Testamento.
Origine Biblica (Antico Testamento)
Il concetto di Anno Giubilare viene introdotto nel Levitico 25:8-13, dove Dio ordina agli Israeliti di celebrare un anno speciale ogni 50 anni. Durante questo anno:
• I debiti venivano cancellati.
• Gli schiavi venivano liberati.
• Le terre tornavano ai proprietari originari.
• Non si coltivava la terra, lasciandola riposare (anno sabbatico).
L’anno giubilare era un segno di rinascita, giustizia sociale e misericordia, e veniva annunciato con il suono dello shofar, un corno di ariete.
Il Giubileo Cristiano
Il concetto è stato ripreso dalla Chiesa Cattolica. Il primo Giubileo cristiano fu istituito da Papa Bonifacio VIII nel 1300. Inizialmente era previsto ogni 100 anni, poi ogni 50, e infine ogni 25 anni, con alcuni straordinari.
Durante il Giubileo, i fedeli possono ottenere indulgenze e sono invitati alla conversione e al pellegrinaggio a Roma.
Le quattro Porte Sante di Roma
- Basilica di San Pietro (in Vaticano)
- È la più famosa e si trova nella basilica dedicata all’apostolo Pietro, primo Papa della Chiesa.
- Basilica di San Giovanni in Laterano
- È la cattedrale di Roma e sede ufficiale del Papa come Vescovo della città.
- Basilica di San Paolo fuori le Mura
- Custodisce la tomba di San Paolo, il grande evangelizzatore delle genti.
- Basilica di Santa Maria Maggiore
- Dedicata alla Vergine Maria, è la più importante basilica mariana di Roma.
Perché sono importanti?
- La Porta Santa simboleggia Cristo, che ha detto: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato” (Gv 10,9).
- L’atto di attraversarla rappresenta il passaggio dal peccato alla grazia, un cammino di conversione e rinnovamento spirituale.
- Ogni Giubileo, il Papa la apre per invitare i fedeli a vivere la misericordia di Dio.
L’INDULGENZA
Per evitare il rischio di cadere nella mentalità magica di chi pensa di ottenere beni spirituali attraverso l’espletamento di “pratiche” è innanzitutto fondamentale comprendere la meravigliosa dottrina cattolica delle indulgenze.
Questa è una dottrina che può essere recepita erroneamente e che è alla base di enormi incomprensioni nella storia della Chiesa che perdurano ancora ai nostri giorni.
Partiamo da un esempio pratico. Mario chiede in prestito l’auto al suo caro amico Giovanni, perchè la sua è dal meccanico. Giovanni acconsente, ma riceve poco dopo una brutta sorpresa: Mario infatti, durante un parcheggio maldestro, colpisce un muretto e danneggia pesantemente l’auto di Giovanni. Mario è sinceramente dispiaciuto e chiede perdono al suo amico, il quale, comprensibilmente irritato in un primo momento, accetta le scuse di buon grado. Naturalmente le spese di riparazione spetteranno a Mario.
Ecco, in questo esempio c’è tutto quello che serve per comprendere la dottrina delle indulgenze. Prima di tutto la distinzione fra la “colpa”, in questo caso il danno fatto all’amico, e la “pena temporale”, nell’esempio il costo della riparazione.
La Chiesa insegna infatti che la confessione sacramentale serve a rimettere la colpa, ovvero nella confessione otteniamo il perdono di Dio. Ma le conseguenze nel mondo del nostro peccato rimangono e necessitano una riparazione.
In questo caso si parla di pene temporali e le indulgenze servono proprio a cancellare quest’ultime.
Riportiamo ora tutto alla nostra vita. Noi non siamo padroni di nulla, tutto l’universo appartiene a Dio, ne è il proprietario. Dunque dobbiamo rispondere a Lui di ogni nostra azione, nel bene e nel male. Il nostro peccato, ovvero la nostra consapevole preferenza dell’odio e del male all’amore e al bene, ci fa accumulare colpe e pene temporali… Offendiamo Dio nei fratelli, nel mondo che ci circonda, persino nel nostro corpo, perchè tutto appartiene a Dio! Non avremmo potuto pagare i debiti della nostra malizia senza il dono che Cristo ha fatto di Sè al Padre.
Lui, vero uomo e vero Dio, ha amato in maniera così perfetta da acquistare meriti infiniti davanti alla Giustizia e ha scelto di unirci corporalmente a Lui perchè potessimo beneficiare gratuitamente dei Suoi meriti che cancellano i nostri demeriti. Infatti tutti noi nel battesimo veniamo incorporati nel Corpo mistico di Gesù, un Corpo costituito da Gesù Capo e dalla Chiesa, Sue membra.
Ecco perchè, per i meriti di Cristo e dei santi, prima fra tutti Maria Vergine, la Chiesa può attingere a questo infinito tesoro spirituale e sciogliere in terra ciò che è legato in cielo.
Questo è dunque fondamentale: la fede nella Bontà di Dio che ci ha unito a Suo Figlio, non la pratica!
Perciò avendo fede nella propria unione e permanenza nel Corpo Mistico, per i meriti infiniti di Cristo, in obbedienza alla Chiesa, secondo alcune norme che ora elencheremo, è possibile annullare le pene temporali dei nostri peccati (non di altre persone viventi) o quelle dei defunti (che non possono più ottenere tale grazia da soli).
ALCUNE NORME (da “Indulgentiarum doctrina”, Paolo VI)
ll Manuale delle indulgenze, o Enchiridion indulgentiarum (secondo il titolo originale latino), è un testo normativo ufficiale della Chiesa cattolica che definisce la dottrina e l’uso odierno delle indulgenze.
N. 6. L’indulgenza plenaria può essere acquistata una sola volta al giorno, salvo quanto è disposto per coloro che sono in punto di morte. L’indulgenza parziale invece può essere acquistata più volte al giorno, salvo esplicita indicazione in contrario.
N. 7. Per acquistare l’indulgenza plenaria è necessario eseguire l’opera indulgenziata e adempiere tre condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del sommo pontefice. Si richiede inoltre che sia escluso qualsiasi affetto al peccato anche veniale. Se manca la piena disposizione o non sono poste le predette tre condizioni, l’indulgenza è solamente parziale.
N. 8. Le tre condizioni possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l’opera prescritta; tuttavia conviene che la comunione e la preghiera secondo le intenzioni del sommo pontefice siano fatte nello stesso giorno, in cui si compie l’opera.
N. 9. Con una sola confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie; ma con una sola comunione eucaristica e una sola preghiera secondo le intenzioni del sommo pontefice si lucra una sola indulgenza plenaria.
N. 10. Si adempie pienamente la condizione di pregare secondo le intenzioni del sommo pontefice, recitando secondo le sue intenzioni un Pater e un’Ave; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il romano pontefice.
OPERE INDULGENZIATE CHE CI RIGUARDANO
- Adorazione e processione eucaristica: Si concede l’indulgenza plenaria al fedele che visita il SS. Sacramento e rimane in adorazione almeno per mezz’ora;
- Preghiere alla Beatissima Vergine Maria: Si concede l’indulgenza plenaria al fedele che recita devotamente il Rosario mariano in chiesa od oratorio, oppure in famiglia, in una Comunità religiosa, in una associazione di fedeli e in modo generale quando più fedeli si riuniscono per un fine onesto;
- Visite a luoghi sacri: un santuario dalla competente Autorità costituito sia internazionale, sia nazionale, sia diocesano, ogni volta che prende parte ad un pellegrinaggio collettivo che vi si fa;
- Professione di Fede e atti delle virtù teologali: Si concede l’indulgenza plenaria al fedele che, nella celebrazione della Veglia Pasquale o nel giorno anniversario del proprio battesimo rinnova con qualsiasi formula legittimamente approvata le promesse battesimali.
La lista completa delle opere indulgenziate
Norme indulgenza giubilare 2025
©️AMRP – a cura di Roberto Mastrantonio (diacono)
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