Il Figlio mio, l’amato

L’essenza dell’ateismo non consiste nella negazione di un Essere creatore. Infatti molti pensatori non cristiani hanno ammesso la necessità logica dell’esistenza di un’Intelligenza Superiore, anche solo considerando l’ordine impresso nella natura. Il dottore angelico, san Tommaso d’Aquino, ha enucleato cinque dimostrazioni logiche dell’esistenza di Dio, ancora oggi valide e insuperate. Quindi l’essenza dell’ateismo non sta nel credere all’esistenza di Dio. Sta nel non credere al Dio rivelato da Gesù Cristo: un Essere personale che mi ama fino a rendersi creatura e ad espiare dando la Sua vita sulla croce per me. L’essenza dell’ateismo è non credere che Dio mi ami fino a diventare una cosa sola con me, a donarmi il Suo Corpo, il Suo Sangue, la Sua anima e la Sua divinità. Questo è lo spartiacque fra cristiani e il resto dell’umanità, cioè fra coloro che hanno conosciuto l’Amore di Dio e coloro che non lo hanno conosciuto.
Oggi la Chiesa ci ricorda l’episodio del sacrificio di Isacco proprio per questo motivo. È interessante notare che la vicenda si svolge sul monte Moria dove molti secoli dopo sorgerà il Tempio di Gerusalemme. Dio mette alla prova Abramo chiedendo a questo anziano padre di sacrificare il suo unico ed amatissimo figlio, avuto in vecchiaia da sua moglie Sara dopo decenni di sterilità. Abramo obbedisce e mentre sta per sacrificare Isacco viene fermato da un angelo del Signore. Dio benedice la fedeltà di Abramo e promette una discendenza numerosissima, “come la sabbia del mare”. Da Isacco infatti nascerà Giacobbe, da cui discenderanno le dodici tribù di Israele. Anche l’episodio del Tabor si svolge su un monte. È presente la Santissima Trinità, Mosè che rappresenta la Legge, Elia che rappresenta i profeti e gli apostoli che rappresentano la Chiesa.
Gesù è sulla via di Gerusalemme, dove sarà ucciso. Il Padre stavolta non fermerà il sacrificio del Suo unico Figlio. Perché ama l’umanità. Perché la Legge e i profeti hanno annunciato quest’Opera la cui preparazione ha richiesto secoli. Perché satana non può essere sconfitto senza la Passione di Cristo. Perché rispetta la libertà umana e ha pietà dei suoi figli.
L’Amore del Padre è provato dal consenso dato alla Passione di Gesù. Ha scritto l’apostolo Giovanni: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna”. Anche Maria, immagine perfetta di Dio e degna figlia di Abramo, ha obbedito alla Volontà del Padre. Anche Lei sapeva che Dio è Amore e che  la Salvezza del genere umano dipendeva dal sacrificio della croce. Le Sue preghiere saranno state simili a quelle del Figlio: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».
Credere a Gesù significa perciò credere ad un Padre che mi ama fino all’autolesionismo, a un Padre che mi ama fino al martirio della Sua Divinità, ad un Padre che mi ama perché Egli è Amore, Totale, senza compromessi, Eterno.
Questo è vero nella pace del Tabor e sulla croce, nella ricchezza e nella povertà, nell’abbondanza e nella miseria. È vero sempre. Il Padre non soffoca la libertà di chi sceglie il male, ma sostiene con la Sua Persona chi subisce il male e confida nel Suo aiuto. Ha detto papa Francesco: “Dio è Padre alla sua maniera: buono, indifeso davanti al libero arbitrio dell’uomo, capace solo di coniugare il verbo amare”. Per questo è il Dio dei poveri, il Dio delle misericordie, perché il Suo Cuore è vicino ai miseri. Ci sostiene in questa vita terrena piena di sofferenze, dolori, distacchi, incomprensioni e contraddizioni per servirLo nella Sua Opera redentiva e ci aspetta in un Regno dove vivremo per sempre nella gioia senza fine.
Interceda Maria Santissima affinché Gesù raggiunga coloro che non hanno ancora conosciuto l’Amore di Dio! L’Amore di un Padre capace di perdonare gli assassini di Suo Figlio…
Santa Domenica Adoratori, Dio ci benedica e la Vergine ci protegga!

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